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Bionda Piemontese - Storia

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Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Fabrizio Focardi il Sab 17 Apr 2010, 16:47

Pochi anni dopo aver costituito la FIAV si tenne, a Casatenovo (CO), il primo corso giudici.
Io ero ancora alle prime armi e il corso fu tenuto da un giudice svizzero U.L. Non interessantissimo, ma era l’inizio. Fu in quella occasione che vidi per la prima volta la Bionda di Cuneo. Su un Notiziario successivo al Corso feci un articoletto sulla presentazione di questa vecchia nuova “razza” nel quale scrivevo, più o meno, a proposito dell’orecchione: l’orecchione non aveva un colore definito, alcuni soggetti l’avevano rosso con tracce bianche altri invece bianco con tracce rosse.
Dopo ci fu un periodo di silenzio da parte degli allevatori piemontesi fino a quando, il CDF, nel quale allora ricoprivo la carica di vice presidente, decise di fare il libro “Standard Italiano Delle Razze Avicole” (1996). Fu costituito anche un comitato addetto ai lavori nel quale ricoprivo la stessa carica (vice presidente). Gli allevatori della Bionda di Cuneo, quelli che l’avevano presentata la prima volta, richiesero l’inserimento della loro razza nel nuovo libro, ma il CDF decise il contrario, perché ancora non sufficientemente selezionata. Per la cronaca io non ero d’accordo su questa decisione in quanto per un’altra razza, anche meno allevata e meno selezionata, si era deciso diversamente: questo incrinò i rapporti fra CDF e allevatori piemontesi (questo purtroppo continua anche oggi).
Di nuovo tutto tacque per lungo tempo. Personalmente non abbandonai la Bionda e continuai le mie ricerche per decidere alcune caratteristiche per le quali ancora non si era fatta chiarezza.
Trovai fra le altre cose un articolo del 1938, del Prof Vittorino Vezzani, allora direttore del “Centro Avicolo Sperimentale” di Torino - lì si era allevato la Bionda Piemontese (così era chiamata) -, dove si dava anche una descrizione morfologica e di colorazione della razza: colore dell’orecchione bianco.
Poco dopo fui nominato presidente del CTS.
Ricevetti da un rappresentante di un altro gruppo di allevatori piemontesi la richiesta di riconoscimento della “Bionda di Crivelle”. É’ bene sapere che fra le due località - Cuneo e Crivelle - la distanza è di pochi chilometri.
Lo standard era più o meno lo stesso per le due “razze”, la differenza sostanziale stava nell’orecchione: bianco quella di Crivelle e rosso quella di Cuneo.
Scrissi ad ambedue i gruppi scongiurando un accordo soprattutto per il colore dell’orecchione.
I soggetti di partenza erano stati gli stessi solo che un gruppo aveva seguito una selezione diversa dall’altro. Cercai in tutti i modi di far sì che si ritrovassero, ma niente da fare. Fra l’altro uno dei due gruppi, memore del rifiuto ricevuto ai tempi del CDF, mi disse che non gli interessava avere nessun riconoscimento.
Io una richiesta l’avevo, e fra l’altro concordava anche con la mia idea sul colore dell’orecchione, avvertii quindi l’altro gruppo che, in mancanza di un incontro, il CTS era obbligato ad accettare l’unica richiesta ricevuta. Fu poi pubblicata sul Notiziario la bozza di standard con questa richiesta: “Si prega gli allevatori di prenderne visione: ogni suggerimento sarà il benvenuto e verrà valutato dal Comitato Tecnico Scientifico che, in seguito, comunicherà lo standard ufficiale definitivo”.
Non seguì risposta e dopo la presentazione alla Nazionale la razza fu riconosciuta col nome di “Bionda Piemontese” (con l’orecchione bianco).
La situazione che ne consegì fu, e ahimé lo è tutt’oggi, che ambedue le “razze” venivano allevate e ambedue portate alle esposizioni. A me è capitato di averle presenti contemporaneamente, ho giudicato ovviamente solo quella riconosciuta.
In poche parole è come se in Sicilia esistesse una Siciliana ad orecchione rosso ed una ad orecchione bianco.
La realtà è ancora più complicata, ma il succo è questo.
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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Egidio12 il Sab 17 Apr 2010, 17:12

Interessante Fabri, a me l'unica cosa che dispiace è che ci sono di mezzo sempre incomprensioni e rancori.....

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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da GUI63 il Sab 17 Apr 2010, 17:28

E' vero Egidio,e francamente non riesco a capirne il perchè o chi abbia interesse.Mi sembrerebbe piu' logico,e vale per tutte le razze di cui si cerca un riconoscimento ufficiale,collaborare e riuscire a trovare un punto d'incntro.Ma sara' che io sono un po' utopistico......
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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Egidio12 il Sab 17 Apr 2010, 17:38

Eh Guido allora siamo in due....ora lasciando stare che io mi ritrovo tra le mani un ceppo omogeneo e magari nulla di più, ma se avessi avuto tra le mani una "razza da recuperare" la prima cosa che avrei fatto sarebbe stata cercare altri collaboratori (in realtà cerco di motivare qualche paesano anche con le mie nere...)

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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da GUI63 il Sab 17 Apr 2010, 17:49

Forse sono stordito io e non capisco magari potete aiutarmi voi.Solitamente vedo accadere queste cose in campi dove dietro c'è un forte interesse pecuniario e questo,in qualche modo,giustificherebbe gli attriti.Penso di essere stordito perchè in un campo in cui la Fiav esplicitamente vieta gli interessi commerciali agli aderenti e lei stessa è una Onlus non ci vedo l'interesse.Inoltre per quanto impegno io ci abbia messo fino ad ora con gli avicoli sono solo riuscito a spendere dei gran soldi,certo non a guadagnarne.Se qualcuno gentilmente mi spiegasse come fare a guadagnare con gli ornamentali magari capirei l'interesse che puo' esserci dietro a questi attriti.
Grazie
Guido
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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Fabrizio Focardi il Sab 17 Apr 2010, 17:56

Ciao ragazzi,
non credo che dietro a questo fatto ci siano stati degli interessi, senz'altro non da parte della FIAV, penso ci sia stata invece una questione campanilistica.
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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Fabrizio Focardi il Sab 17 Apr 2010, 17:59

Tengo a precisare che ho degli ottimi rapporti con tutti gli allevatori, indipendentemente dalla corrente di selezione. Con alcuni poi ho un'Amicizia che dura da più di vent'anni, ma quando si tocca quel tasto.........
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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da GUI63 il Sab 17 Apr 2010, 18:02

Si' Fabrizio ne sono sicuro anch'io.Magari di questi malumori e attriti che esistono tra associazioni o allevatori ecc sarebbe interessante parlarne.Potremmo magari volendo aprire una cartella apposita in salottino..
Grazie
Guido
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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Fabrizio Focardi il Sab 17 Apr 2010, 18:31

Ciao Guido,
forse sarebbe meglio un "salottone"!
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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Egidio12 il Sab 17 Apr 2010, 18:48

Guido di gente che ci specula sugli avicoli (specialmente sugli ornamentali presi in Germania e riprodotti in Italia dove, invece, sono poco diffusi) in Italia ne troviamo, eccome....Inoltre c'è gente nel mondo avicolo che è talmente gelosa dei suoi animali che non ti cederebbe un uovo nemmeno pagandolo a peso d'oro.....forse sono io l'unico fesso che se mi vengono a chiedere uova di Livorno divento così felice che ne darei una camionata........ma non voglio nè muovere critiche, nè polemiche di alcun tipo.....naturalmente non è il caso di cui sopra, anche io credo che si tratti di campanilismo (forse anche giustificabile per alcuni versi, bisognerebbe conoscere bene i fatti ovviamente e magari averli anche vissuti)....

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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Fabrizio Focardi il Sab 17 Apr 2010, 19:12

Personalmente non sono mai stato geloso dei miei animali, sarà perchè cambio così velcemente da non affezionarmi mai in modo particolare ad una razza.
Precisazione: comportamento assolutamente negativo da non imitare.
Ma arrivo comunque a capire l'essere geloso di qualcosa che ci ha impegnato per lungo tempo e per un risultato raggiunto a costo di delusioni e sacrifici. Forse è giusto, in questo caso, godere per un po' di tempo, grogiolandosi in una sorta di esclusività.
Io invece una volta raggiunto il traguardo che mi sono posto, se mai lo raggiungo, perdo ogni interesse e passo ad altro.
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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da LinoAdmin il Sab 17 Apr 2010, 20:50

......bellissima storia Fabrizio sei un grande

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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da LinoAdmin il Sab 17 Apr 2010, 20:51

Egidio12 ha scritto:Guido di gente che ci specula sugli avicoli (specialmente sugli ornamentali presi in Germania e riprodotti in Italia dove, invece, sono poco diffusi) in Italia ne troviamo, eccome....Inoltre c'è gente nel mondo avicolo che è talmente gelosa dei suoi animali che non ti cederebbe un uovo nemmeno pagandolo a peso d'oro.....forse sono io l'unico fesso che se mi vengono a chiedere uova di Livorno divento così felice che ne darei una camionata........ma non voglio nè muovere critiche, nè polemiche di alcun tipo.....naturalmente non è il caso di cui sopra, anche io credo che si tratti di campanilismo (forse anche giustificabile per alcuni versi, bisognerebbe conoscere bene i fatti ovviamente e magari averli anche vissuti)....

son d'accordo con te

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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Wildfowl il Mar 08 Giu 2010, 19:26

Mi interessa molto la vicenda della presente razza, ringrazio Fabrizio per la narrazione piacevole.
Personalmente preferisco il tipo con gli orecchioni bianchi, quindi più simile alle razze di tipologia italiana, di colorazione biondo chiaro non eccessivamente scuro.
Secondo me la tipologia Cuneo, non solo per il colore dell'orecchione ma anche per il colore e dimesioni, ha subito rinsanguamenti con razze come la New Hampshire.

Da qualche mese ho acquisito qualche capo, da un allevatore e giudice che le seleziona da anni, sono davvero notevoli la rusticità e resistenza alle malattie che ho riscontrato.
Vedremo in futuro.

G.


Ultima modifica di Wildfowl il Mar 08 Giu 2010, 20:11, modificato 1 volta
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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Fabrizio Focardi il Mar 08 Giu 2010, 19:52

Quando mi azzardai a dire quello che te hai appena detto se non fui fucilato sul posto fu un miracolo.
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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Wildfowl il Mar 08 Giu 2010, 21:10

Fabrizio Focardi ha scritto:Quando mi azzardai a dire quello che te hai appena detto se non fui fucilato sul posto fu un miracolo.

Capisco, non c'è peggior sordo di chi...è innegabile che nei soggetti con orecchione rosso non vi siano stati rinsanguamenti con razze americane da carne, anche dalla colorazione delle uova questo si evince (rosate piuttosto che color crema). La mole di questi soggetti è più elevata e non sono, come dicevo prima, biondi, ma fulvo scuro.
Una cosa ho da aggiungere, spesso capita che alcuni giovani galletti abbiano del bianco sulle remiganti e copritrici delle ali, è ritenuto un difetto immagino, quindi questi soggetti sarebbero da scartare?
Visto che ci sono ho da chiedere qualcosa anche delle creste: sono preferibili soggetti che le abbiano di dimensioni davvero estreme oppure altri con meno accentuate, seppur più grandi di razze come la Livorno?

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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Fabrizio Focardi il Mer 09 Giu 2010, 05:46

La colorazione Fulva sembra una colorazione abbastanza facile, ma non è vero. Ha il "vizio" di sbiadire, specialmente nelle remigati, primarie e secondarie, e nelle timoniere e falciformi. Questo è evitabile con una "molto attenta" selezione. I primi avvisi si hanno dallo schiarimento del rachide nelle remiganti e anquesto punto è necessario intervenire scegliendo soggetti con tonalità più intensa.
Come ho sempre detto il fine giustifica i mezzi quindi anche un soggetto con un'intensità troppo mattone, non accettabile per l'esposizione, a volte può risolvere la situazione. Sì, le sfumatura biancastre sono difetto e più estese sono più il difetto è grave. La cresta non deve mai essere esagerata, anche perchè si andrebbe incontro ad altri difetti gravi come il colpo di pollice o la cresta ad "S" molto comuni in questa razza.
Ho avuto molte delusioni con le Bionde in quanto essendo un pollo da carne non gli si riserva una selezione, ma neanche una presentazione, da pollo da esposizione e questo a mio avviso danneggia la razza.
E' ovvio un pollo con un'intensità troppo scura o non uniforme quando è spiumato per la pentola va benissimo, ma non va bene se invece che in pentola si mette in una gabbia e queso purtroppo invece succede troppo spesso. Esiste anche per queste razze uno standard e va rispettato con le dovute tolleranze beninteso, ma va rispettato.
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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Wildfowl il Mer 09 Giu 2010, 06:04

Molte grazie per la puntualizzazione.
Da quello che avevo letto in qualche articolo, la razza Bionda P. è stata considerata quasi sempre da utilità quindi non sottoposta molto a selezione estetica, spesso infatti si potevano riscontrare soggetti non omogenei per diversi caratteri.
Ho letto tempo fa, che qualcuno asseriva che il tipo originale, allevato per centinaia di anni in quelle zone, è quasi del tutto scomparso, mentre ne è stato creato uno differente più adatto allo standard espositivo: più piccolo (infatti da quello che si diceva i galli potevano arrivare ben oltre i 3 Kg, con evidente dimorfismo rispetto alle dimensioni delle femmine, mentre oggi sono intorno ai 2,5 Kg o al max qualche etto in più, con scarto di mezzo kg con le femmine), meno rustico, con caratteri morfologici più omogenei, creste ridotte, il tipo precedente era più sporco di bianco sia sulle ali che sulla coda, infine più produttivo nell' ovodeposizione.

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Messaggio Da Fabrizio Focardi il Mer 09 Giu 2010, 06:37

Purtroppo l'Italia, vuoi per la guerra o vuoi per gli italiani, non si è comportata bene con l'avicoltura. Se le razze italiane oggi sono di nuovo nella gabbie e nei nostri pollai non è per merito nostro.
I vecchi ceppi hanno subito incroci indiscriminati e quello che si dice "ritrovato" è ben lontano da quello che un tempo era allevato.
Ma accontentiamoci, io perlomeno mi accontento, vedo molto interesse in quella che è l'avicoltura seria e in special modo, importantissimo!, vedo che molti giovani sono curiosi ed alcuni anche molto ben preparati. Questi vanno curati e seguiti affinchè il loro entusiasmo non venga a mancare per "strani" dissapori e problemi burocratici.
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Messaggio Da Wildfowl il Mer 09 Giu 2010, 15:41

Vorrei sapere, in particolare Fabrizio, se è reperibile materiale o articoli su questa razza come ho visto per le livorno/italiana in altra discussione?
Grazie.

G.
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Messaggio Da Fabrizio Focardi il Mer 09 Giu 2010, 16:35

Ciao Giuseppe!
Qualcosa ho scritto, ma si parla di molti anni fa quando ancora la razza non era riconosciuta. Non c'era ancora il computer, almeno io non l'avevo, e quindi non so in quale notiziario poterli trovare, ma se li trovo ti informerò.
Ho cercato, purtroppo invano - "cercare" nella mia montagna di scartoffie è utopia pura -, lo scritto di Vezzani che parla della Bionda Piemontese, mi sembra intorno al 1940, ma lo troverò, e allora lo scannerizzerò. Lui comunque dava orecchione bianco e questo almeno per quello che ne so è l'unica prova certa.
Mi fido poco di contadini o vecchietti - (come me!
Very Happy Very Happy Very Happy ) che hanno vaghi ricordi. A quei tempi la purezza era sconosciuta e tutti cercavano di aumentare la produzione, le deposizione o la precocità inserendo sangue di altre razze, specialmente quelle appena arrivate come le americane.
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Messaggio Da Fabrizio Focardi il Ven 11 Giu 2010, 14:23

Ciao ragazzi!
Allora, è stata dura, ma ce l'ho fatta: ho trovato le pagine di cui vi avevo parlato!
Ve le inserisco qui sotto, sarà sufficiente cliccare su ogni singola immagine per visualizzare la pagina a dimensione maggiore (poi potete anche ingrandirla ulteriormente cliccando su "zoom in").
Sono scritti intorno al 1930 e mi sembra che diano una chiara immagine di quello che era la realtà di quel tempo. Se avete domande son qua.

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Re: Bionda Piemontese - Storia

Messaggio Da Wildfowl il Ven 11 Giu 2010, 15:27

Grazie mille per il contributo, ho appena finito di leggerlo, interessanti anche le sinossi con altre razze come Livorno Bianca, Rhode Island, Wyandotte. Le bionde p. risultano le più precoci, con tassi di mortalià inferiori e superiore resistenza alle malattie, % alte per le schiuse, direi che sono caratteri sicuramente da dover considerare, oltre alla rusticità, anche nell' allevamento contemporaneo.

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Messaggio Da Fabrizio Focardi il Ven 11 Giu 2010, 15:53

Sì, si dovrebbe!
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Messaggio Da Fabrizio Focardi il Ven 11 Giu 2010, 15:57

Il CTS ha riconosciuto la "Fulva a Coda Nera" e la "Fulva a Coda Blu".
Fu richiesto anche il riconoscimento della "Fulva a Coda Bianca" ma non fu accordato.
Indovinate la ragione?
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